Da appassionato di project management ho inevitabilmente seguito negli anni anche l’evoluzione dell’approccio agile. Ne ho apprezzato l’applicabilita’ e la concretezza in determinati contesti e ne ho approfondito la conoscenza studiandone i vari approcci (SCRUM, Disciplined Agile, etc). E più lo approfondisco, più mi rendo conto di quanto ancora ci sia da imparare essendo un mondo vastissimo. Purtroppo l’agile è stato anche spesso per così dire “sfruttato” lato marketing come etichetta per vendere qualunque cosa, lasciando spazio negli ultimi tempi ad un uso eccessivo, spropositato rispetto alla sua accezione originale, dando spazio ad autoproclamati esperti di “agile laqualunque”.

Ultimamente stiamo assistendo a qualcosa di simile con l’intelligenza artificiale generativa, per cui da ChatGPT in poi è tutto un parlare di AI e del suo uso nei più svariati campi (project management incluso). Quello che personalmente mi lascia perplesso è la velocità con cui questo sta accadendo, ed è nuovamente un fiorire di autoproclamati esperti in questo campo che offrono soluzioni miracolose a qualunque ramo del business…

Apprezzo molto l’agile, e mi dispiace quando il suo significato profondo viene stravolto per mere esigenze di fatturato perché questo rischia di generare un effetto boomerang nei confronti dei professionisti e consulenti seri. Facciamo in modo, se possibile, che ciò non accada anche con l’AI: opportunità sicuramente molto interessante, ma da tenere lontana dai ciarlatani.